Cosplay, alla ricerca della location ideale

Spread the love

Nel mondo del Cosplay, al fine di proporre una performance artistica al mondo del web, per accrescere la propria tecnica o per preparare il tutto alle varie competizioni, scegliere una location diviene essenziale. In alcuni casi, la location potrebbe essere anche una fiera nazionale, fatto sta che, chiunque sostenga il contrario o ignora molte cose, non solo può essere a sua volta ignorato, ma mente sapendo di mentire.

La giusta attenzione alla location è una delle consapevolezze alla base di questo settore. Un cosplayer che con tanta fatica ha lavorato e lavora tutt’ora per realizzare i propri materiali e per impersonare al meglio il personaggio, sa bene che una buona location può impreziosire il proprio operato, mentre una scelta sbagliata può essere penalizzante.

Per comprendere a pieno il concetto di location, è importante guardare anche al passato, un passato che pian piano si sta nascondendo a questo mondo e ci permette di prendere coscienza di questo aspetto che, dall’epico film “La vita futura” tesse una trama fatta di personalità.

Things_to_Come_1936_William_Cameron_Menzies
“Things to Come”, il film del 1936 di Menzies considerato il progenitore del Cosplay

Di location ne esistono un’infinità e si dividono in numerose categorie a seconda delle esigenze del cosplayer che conseguentemente sarà destinato a sceglierne o cassarne una.

La location urbana

È senza ombra di dubbio la più pratica, di cittadine in Italia e nel mondo ce ne sono a bizzeffe ed è anche la preferita da alcuni fotografi amanti del genere. Questa location è, inoltre, applicabile a svariate estetiche che si abbinano alle modifiche del cosplayer e alle esigenze del personaggio, esempio: New Weird, ElfPunk, MythPunk, UrbanFantasy, Cyberpunk, Steampunk, Decopunk, Stonepunk, Atompunk, Dieselpunk ecc. ecc. E tutti quei temi che descrivono uno scenario fanta-storico. Possiamo dire con certezza che, le location urbane, sono l’ideale per coloro che desiderano impersonare personaggi della DC, della Marvel o dei generi fumettistici più conosciuti, esempio: il fumetto nero italiano, il survival horror statunitense, il supereroistico statunitense, il clut comics ecc. ecc. Spesso non sono altre che il parco cittadino, l’area di un parcheggio, il vicolo di un quartiere o il corso cittadino, questo genera un’intercomunicazione tra il Cosplay e la comunità, con il disturbatore che può fare sempre il suo ingresso in scena.

La location naturalistica

Si tratta di luoghi molto utilizzati, come quella urbanistica, anche la naturalistica è molto apprezzata dai fotografi, soprattutto per coloro che sfruttano la loro professione a 360°. La location in questione ha una corsia preferenziale per una vasta gamma di estetiche, esempio: il epic-fantasy, l’horror-fantasy, il dark-fantasy, il comic fantasy, l’oriental-fantasy, Slipstream, Med-Fantasy. Per location naturalistica, possiamo intendere tutti quei luoghi che entrano nell’essenza del termine, senza idealizzare il tutto con il classico boschetto, ed esempio: una spiaggia, una grotta, un panorama roccioso, un borgo antico, una fitta selva in stile tropicale. Anche molti set possono essere facilmente adibiti in funzione di una scena che rievoca territori naturali, ad esempio, ricoprire di rose e di rovi un set fotografico, sarebbe l’ideale al fine di presentare l’ingresso di un suggestivo Albafica dei Pesci.

La location horror

L’horror è un genere che copre diversi settori, dalla cinematografia, sino a giungere all’animazione, per poi passare per il mondo del Cosplay. Una location horror potrebbe essere un casolare abbandonato, una fabbrica abbandonata, una chiesa sconsacrata, sino a giungere a palcoscenici specifici che sono tipici dei player di GrV, come i pub antichi e polverosi o le scene di un’abitazione tetra a obsoleta. L’essenza dell’horror può essere generata anche da un lavoro grafico che si fa ad una determinata immagine o anche grazie al lavoro di PH dalle grandi capacità. È evidente a tutti che, per operare su questo modo di fare Cosplay, richiede una certa passione per il settore, ciò fa maturare una certa sensibilità e conseguentemente un maggior fiuto per le zone più “succulente”. Quando si palesano le giuste opportunità atte a generare un qualcosa che si avvicina all’horror, è un bene sfruttare l’attimo fuggente, queste location non crescono di certo sugli alberi.

La location a tema

A me piace chiamarla così e ho preferito optare per questo nome anche perché rende bene l’idea. Quella che io chiamo “location a tema”, sono quei luoghi che non hanno una connotazione precisa, ma sono determinati per quei Cosplay un po’ sui generis abbinabili solo ed esclusivamente a situazioni improvvisate, come un campo da calcio, un letto oppure un centro commerciale. Ad esempio, se un cosplayer deve presentare il suo “Rudy”, protagonista dello Shōnen “Ganbare, Kickers!”, non potrà fare a meno di scegliere come location, un campo da calcetto oppure una pineta. Se un cosplayer deve, invece, realizzare il Cosplay di “Ban” del “Leone Minore” della celebre serie televisiva e cartacea di “Saint Seiya”, potrebbe optare per un ring o per una stanza adibita a palestra. Come potete ben vedere, la location a tema, è in ogni caso una zona che calza a pennello ed è dedicata ad un personaggio che non è abituato a solcare le macro-aree che conseguentemente corrispondono ai macro-settori precedentemente elencati.

È evidente che, quando un cosplayer sceglie una location, lo fa anche seguendo delle sensazioni che vanno al di la della scelta perfetta ed in molti casi, le scelte personali, quelle che comunemente possono portare ad errori, risultano spesso azzeccate. Lasciatevi guidare dal mondo del Cosplay e non tentate mai di cambiarlo, accettatelo, invece, con le sue straordinarie particolarità e con l’alone di mistero generato da un connubio fatto da arte della fotografia, esibizione, cura dei dettagli e location spezza fiato.

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *