Come se la passa il Cosplay nel mondo? Ce lo dice G.T.

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Chi vive nel nostro amato settore ha modo di parlare sempre di Cosplay: i gadget, le competizioni, gli eventi, i video nerd, l’artigianato nerd, l’informazione, i film di animazione, gli anime, i manga, la Marvel, la DC ecc. ecc.

Ogni qualvolta si frequenta un social, generico o specifico che sia, un cosplayers o chiunque viva di Cosplay, respira questa bellissima area multicolori offerta da questo mondo idilliaco.

Tuttavia, il Cosplay fa davvero tendenza? E, se sì, quanto confrontando il tutto con il mondo dei cosiddetti “babbani”? In pochi si pongono questa domanda, anche perché, chi si sveglia la mattina con affianco un pupazzo di Harley, abbraccia tantissimi altri settori, ma alcuni dati possono esserci d’aiuto.

Un search destinato alle tendenze delle ricerche offerto dall’universo “Google” e presente nel web con il nome di Google Trends, ci spiana la strada verso l’andamento del Cosplay nei meandri sconfinati dell’online.

Attraverso i grafici scopriamo che, dopo un grande boom del 2017, dove la parola Cosplay (con tutto ciò che ne deriva) ha ricevuto una grande impennata per tutto l’anno, raggiungendo un grande record verso fine ottobre, nel 2018 tutto questo vantaggio si sta progressivamente vaporizzando.

LA CLASSIFICA

Le nazioni che manifestano più interesse per il Cosplay sono: le Filippine ai vertici di questa vastissima classifica (dove nascono cosplayer a perdita d’occhio e dove vi sono “pezzi da novanta” come Alodia Gosiengfiao) e il Sud America (dove il Cosplay è divenuto uno stile di vita per moltissimi giovani) con la Bolivia al 2° posto e i cileni al 4°.

Il Cosplay, inoltre, sta ricevendo un grande boom nei paesi centro americani, dove la grande ondata statunitense sta travolgendo i latini con ritmo, eventi, fotografi e convention di grande livello. Infatti, il Porto Rico si piazza stabile in terza posizione, insieme al Costa Rica che raggiunge il 5° posto.

L’Italia, invece, si ritrova in una situazione di stallo, precisamente al 25° posto a pari merito con la Nuova Zelanda, seguito dall’italianissima Argentina e i paesi europei.

In realtà è facile trovare una spiegazione riguardo questa staticità dell’Italia, il merito questa volta va (per l’appunto) alla grossa spinta di altri paesi che utilizzano con immensa costanza i portali indispensabili per accedere alle risorse che gli servono.

Il Bel Paese, in questo frangente, brancola ancora un po’ nel buio, in quanto i cosplayers si ritrovano distratti da una marea di contenuti (spesso anche stranieri) che gli danno qualche difficoltà a scegliere le risorse più favorevoli.

 

 

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