Cosplay e scuola, ecco perché un cosplayer è potenzialmente un bravo studente

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La scuola si sa è un luogo di inclusione, sia i professori che i membri della direzione non possono fare a meno di farsi carico degli interessi e della vita dei loro studenti. In un mondo dove è sempre più difficile trovare condizioni paritarie, un luogo dove i disagi causati dalla scarsa autostima sono all’ordine del giorno, la scuola è il collante fra le diverse fasi della vita di un ragazzo.

Le attività extra-scolastiche, invece, sono il luogo dove affinare e, conseguentemente, mettere in pratica, tutti gli aspetti relazionali che si approfondiscono durante lo svolgimento delle lezioni. Durante la pratica delle arti marziali, ad esempio, un ragazzino di 16 anni avrà una predisposizione alle regole diversa a seconda del percorso formativo che sta svolgendo in quegli anni e che ha svolto durante tutte le fasi precedenti della sua esistenza.

Tuttavia, qual’è quell’attività che permette al ragazzi di allenarsi a contesti di vita innovativi, contribuendo così a rendere indispensabile il suo rapporto con la società? Ve lo dico io… Il Cosplay. Esso è l’unico settore che permette – attraverso le sue innumerevoli fasi, la condivisione delle norme di convivenza e la sensibilità alle capacità organizzative.

Grazie al mondo del Cosplay, una realtà che ti accoglie a braccia aperte come una mamma, ti trascina immediatamente in nel concetto del “fare” e non dello “stare”, una possibilità indispensabile durante i duri periodi adolescenziali applicabile in qualunque luogo e per qualunque condizione di vita.

I principali problemi del mondo sono – a seconda delle aree geografiche – i disagi legati ai contesti in cui si vive e spesso, in queste zone specifiche, gli aiuti non vengono dalle nazioni o dai comuni, bensì dalle singole associazioni che spesso operano su scala comunale.

Le fiere nazionali, alimentate da Cosplay di eccellenza, uniscono realtà multiculturali e permettono a tutti i ceti sociali di socializzare e relazionarsi con l’arte. Grazie a questo settore, ragazzi con difficoltà a interagire hanno la possibilità di progredire, generando un dualismo che abbatte le le differenze di salario per far trionfare il collettivismo.

Ragazzi appena giunti in Italia e artisti esperti nel lavorare con materiali e costumi si relazionano, riuscendo a trovare un linguaggio comune che abbatte qualunque pregiudizio, creando conseguentemente, quell’uguaglianza che si isola da qualsiasi altra motivazione. Il Cosplay è, dunque, uno strumento che ti permette di scegliere uno strumento linguistico per comunicare e portare al contempo cultura ed esperienza.

 

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