Fantaexpo, fasi finali: la forza di una fiera poliedrica che riusce tutti nella conca del Parco Urbano dell’Irno

Spread the love

Fantaexpo, le ultime battute di una ottava edizione che resterà per sempre nel nostro cuore. Scampoli di gara Cosplay e concerto di Giorgio Vanni

FANTAEXPO 2019. «Il nostro punto di forza è che non siamo mai stati una fiera del fumetto» è stata questa la celebre frase detta in una piacevole chiacchierata da, Maurizio Maffei, una delle grandi braccia infaticabili che ogni anno rendono il Fantaexpo una festa irrinunciabile.

Ricordo ancora i primi periodi, quando – vestito da Hobbit e a piedi scalzi – prendevo parte alla festa in stile LOTR, scampoli di magia che in quegli anni inauguravano un evento giunto ora al suo ottavo anno di vita.

La sua evoluzione è materiale da documentare a grandi linee, soprattutto per la grande forza lavoro rappresentata dallo staff, per gli uomini che vi sono dietro al progetto FSE Campania (importantissimo per gli eventi a Salerno) e per le vibranti, nonché costanti, risposte delle adunate nerd che – da ogni parte d’Italia – si muovono per conoscere questa grande realtà.

Il Fantaexpo non solo non è secondo a nessuno, sia in termini di numeri che in materia di intrattenimento, ma conserva in seno l’animo innato dell’esploratore che non smette mai di stupire chiunque vi è di fronte.

Un po’ come un gigantesco e volante macchinario Steampunk, la fiera salernitana avanza inesorabilmente, dispensando emozioni e riunendo a suo seguito anime che da sole hanno sempre avuto difficoltà a trovare un punto d’incontro: dalla buona musica agli stand commerciali, dal Cosplay senza commistioni e forzature sino a giungere ai gamers, dai larpers ai youtuber per poi passare a chi desidera semplicemente divertirsi… Tutti riuniti sotto il luminoso cielo del Parco Urbano dell’Irno.

FANTAEXPO: LA GARA COSPLAY

Non scherzo quando affermo che, se la gara Cosplay di quest’anno fosse durata anche due minuti in più, sarebbe letteralmente crollato il Parco. Ragazzi e adulti nerd di ogni età applaudivano e urlavano a squarciagola durante e dopo ogni singola performance, a testimonianza del fatto che – a Salerno e in Campania – la cultura del Cosplay è divenuta un qualcosa di importante.

E che dire delle esibizioni? Fin dall’inizio sono state tutte mozzafiato, i cosplayers rispondevano con reattività ai numerosi stimoli che davano i cuori pulsanti degli spalti e – grazie a queste abbondanti emozioni – veniva fuori un concerto di arte e sentimenti in grado di districare le aggrovigliate tele delle sovrastrutture mentali, lontane anni luce da questo settore.

Steamers, rappers, Cosplay Dance Cover, cosplayers specializzati in vintage-game, jutsu-cosplayers e tanti altri (presentati dal duo Yuriko TigerLeonardo Graziano)  hanno dato vita ad una competizione che sfociava mano mano in una vetrina dove gli artisti avevano modo di mostrare le loro capacità, senza esternare eccessi di competitività.

La gara Cosplay del Fantaexpo dell’anno scorso si è sommata ad una parte delle eliminatorie italiane per l’ECS e – su questa grande onda di partecipazione e afflato – il Cosplay Contest di quest’anno ha mantenuto la scia di coinvolgimento del pubblico, attirando numerosi partecipanti.

Sono diversi i Cosplay che mi hanno colpito, in una gara così lunga ho deciso di evitare un lavoro enciclopedico poco congeniale alla lettura, ma allo stesso tempo, in questa piccola “omelia”, desidero citare: la cover band della crew di Filippo Sortino e Aurora Saber che, anno dopo anno, presentano performance sempre più raffinate, direttamente da Art Attack abbiamo la performance comico-umoristica dell’impersonator di Gianni Muciaccia, una menzione speciale va anche all’uragano Grinch di un Fabio Picariello in grado come sempre di infiammare il palco.

Sebbene nessuna performance è risultata essere meno apprezzabile di altre, anche perché ognuna di essa aveva ricoperto un ruolo indispensabile per la grande riuscita di questo contest, ci saranno altri lavori che saranno presentati al pubblico della “mankeynews.com” e rilasciati attraverso video ed articolo di riferimento.

FANTAEXPO: IL CONCERTO DI GIORGIO VANNI

Al termine di questa grandissima annata, non posso esimermi dal lasciarmi trasportare dalle emozioni autentiche, sono ormai giunto nel ranch dei 30 anni e chi condivide con me questa fase della vita (ed è nerd) conosce a fondo il valore delle canzoni di Giorgio Vanni e Cristina D’Avena.

La mitica Cristina ha solcato in passato il palco del Fantaexpo, a testimonianza del fatto che i successi odierni sono il frutto di tanti lavori pregressi, dove vi era e vi è tutt’ora tanto “olio di gomito”. Negli ultimi anni Giorgio Vanni non è mai mancato alla chiamata delle fiere del salernitano, questo perché vi è un legame sentimentale molto profondo che lega il cantante con tutte le provincie della Campania.

Il pubblico ha avvolto sotto la sua ala Giorgio Vanni, coinvolgendolo a tal punto da offrirgli quell’innata energia che caratterizza da sempre le sue performance. Si è trattato di un concerto che ha coinvolto tutte le età, con una gioventù vivace e inarrestabile inebriata, conseguentemente, dal fascino di questa magica serata.

Quelle del concerto sono scene che terrò per sempre nel profondo del mio cuore, tante mani si sono alzate al cielo e al grido di “Occhi di Gatto”, “Com’è difficile stare”, “Magica Doremì”, “What’s my destiny” e “Dora-Doraemon” erano quelle di ragazzini di 15-16 anni che hanno su un piatto d’argento un mondo fantastico, figlio di noi umili pionieri che un tempo leggevamo manga e guardavamo i vecchi capolavori di animazione in reti indipendenti, tra la sordità di comunità che ancora faticavano a comprendere certi schemi.

Giorgio Vanni è, dunque, il simbolo dell’utenza del Fantaexpo, realtà diversificata astro del passato, presente e futuro del mondo nerd. I fan giungevano fino al sottopasso e tutti ballavano al ritmo di “Dragonball GT” e canzoni in grado di accendere un’insolita luce nei loro occhi… Quella forza inarrestabile capace di risplendere immortale nei meandri sconfinati del tempo.

Il faro del cavalluccio blu, design storico del Fantaexpo, troneggiava sulla canna fumaria della vecchia fornace dell’ex Salid, in memoria dei tempi che furono… Rituale iniziatico di indissolubile valore, sia per Salerno che per l’intera utenza del Fantaexpo, essa, infatti, da forza all’aura positiva donata dalle code di bowsette che spuntavano dai trenini, dai cappelli steampunk che spuntavano tra le “pogate” degli irriducibili e dalle energie spese del mitico Giorgio Vanni. Che altro posso dire amici lettori? Il Fantaexpo è un’esperienza da vivere.

FOTO

Fantaexpo-ultimo-giorno-ottava-edizione Fantaexpo-ultimo-giorno-ottava-edizione Fantaexpo-ultimo-giorno-ottava-edizione Fantaexpo-ultimo-giorno-ottava-edizione Fantaexpo-ultimo-giorno-ottava-edizione Fantaexpo-ultimo-giorno-ottava-edizione Fantaexpo-ultimo-giorno-ottava-edizione

Fantaexpo-pubblico-gara-Cosplay Fantaexpo-pubblico-gara-Cosplay

Concerto-Giorgio-Vanni-Fantaexpo Concerto-Giorgio-Vanni-Fantaexpo

Fantaexpo-logo-faro

VIDEO

LEGGI ANCHE

https://www.mankeynews.com/2019/09/08/fabio-picariello-joker/

https://www.mankeynews.com/2019/09/07/fantaexpo-medusa-gorgon-yuno-gasai/

https://www.mankeynews.com/2019/09/07/fantaexpo-ingegnere-ferdinando/

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *