Hanno la passione per il Cosplay e sono farmacisti, dentisti e volontari: guerrieri silenziosi ai tempi del coronavirus

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Farmacisti, dentisti, volontari: il volto di chi affronta una grande battaglia contro l’emergenza coronavirus

Nel mondo del Cosplay (come nel resto della Penisola) c’è chi ci crede e chi non ha più fiducia, chi ci pensa sempre e chi va avanti come se nulla fosse. Tuttavia i cambiamenti nei nostri stili di vita e nei nostri comportamenti sono divenuti memorabili, molti ricorderanno l’emergenza del coronavirus fino alla vecchiaia e i rotocalchi internazionali ganno già etichettato questo problema come “una guerra”.

Tuttavia, se si tratta di una guerra, c’è chi la combatte e chi la subisce (un po’ come è avvenuto nella Seconda Guerra Mondiale) e, come in ogni conflitto bellico, ci saranno vincitori e sconfitti, chi ne trae un vantaggio e chi avrà modo di raccontarlo ai posteri… Eppure queste son storie che desideriamo aggirare per adocchiare il lato umano dell’avveristà.

Tra le tante figure emblematiche dell’emergenza, infatti, abbiamo sempre citato – all’interno dei svariati articoli – chi è in trincea e combatte (nei vari presidi ospedalieri e nelle varie farmacie nazionali) contro il coronavirus, ovvero il personale sanitario (medici, infermieri e volontari) ma anche altri eroi più silenziosi, ma altrettanto battaglieri come i farmacisti, i dentisti ed altri che attualmente stanno offrendo il loro indispensabile contributo per salvare la Nazione.

Molti cosplayers appartengono a queste categorie, conoscono bene l’importanza del loro operato e la responsabilità che pende come un macigno sulle loro spalle, tra questi desidero citare Laura (aka Hannya Cosplay) cosplayer e farmacista salernitana impegnata sul fronte piemontese e Alessandro Thaurwath Ahrens da Gradara (il nostro Pyramid) conosciuto nel settore per essere ideatore – insieme a Barbara Morrison – del progetto 800 a Vapore – e ad oggi in trincea nel Centro Italia.

Oltre a loro ci sono tanti altri cosplayers che, sia come volontari che come professionisti, continuano a fare gli eroi e senza neppure ricevere gli onori della cronaca, ciò è dovuto anche alle numerose cernite a cui generalmente debbono far fronte i cronisti per fini editoriali.

Sono giovani, sono adulti, tutti questi cosplayers hanno da tempo accolto in seno l’importanza del Cosplay, nonché del messaggio che esso trasmette a loro stessi e al mondo, amano, inoltre così tanto la loro vita che – colti da un senso di umanità e di amore per la collettività – lavorano a testa bassa, tra ingiustizie, contingenze, vittorie e fallimenti, offrendo così un pezzo di cuore alla nostra collettività.

Nel caso in cui non si ripartisse o saremo costretti ad una ripartenza limitata, sia come nazione che come settore, è evidente che i loro volti (insieme anche a tutti i sanitari e i grandi eroi dell’emergenza) rimarranno per sempre impressi nella nostra mente e nel nostro animo.

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